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Ricerca CENSIS sulle Associazioni Professionali Nel sistema professionale italiano si fronteggiano due grandi insiemi.
Le professioni regolamentate, i cui iscritti sono pari a circa 1milione e 700 mila persone.
E le attività non regolamentate, i cui esercenti sono rappresentati da un ampio numero di Associazioni, una parte delle quali si riconoscono in un Coordinamento Nazionale unitario, il CoLAP.
Gli operatori iscritti a questo segmento di rappresentanza sono 255 mila, a fronte di un’area di esercenti che arriva a toccare i 3 milioni e 800 mila individui. In particolare, colpisce il ritmo di crescita degli associati che, nel giro di due anni è salito del 12.9%, per un totale di 26 mila e 900 persone.
Nonostante ci siano i numeri e le qualità dei saperi necessari per poter asserire che esiste un unico sistema professionale, nella realtà delle cose, gli insiemi di professionisti di cui questo si compone si vanno contrapponendo sempre di più.
Il “Primo Rapporto sulle Associazioni professionali” predisposto dal Censis per conto del CoLAP, mette bene in evidenza questa contraddizione.
Da un lato, si capisce come e quanto i Presidenti delle Associazioni del CoLAP siano cresciuti sul piano della cultura professionale e della consapevolezza di far parte di un’area importante del nostro tessuto produttivo.
Dall’altro lato, si avverte, tuttavia, il loro bisogno di essere legittimati sul piano della visibilità sociale ed economica e la difficoltà che provano ad allacciare rapporti al di fuori della loro dimensione infrasistemica.
In un certo senso, le singole Associazioni mostrano una maggiore maturità - se non altro in termini di responsabilizzazione sul destino dei propri iscritti - di quella che emerge da una loro visione di assieme. Sotto questo profilo, è sintomatica l’apertura che essi dimostrano proprio nei confronti degli Ordini Professionali, con i quali attualmente hanno pochi o sporadici contatti, che in futuro essi vorrebbero far crescere, specialmente in relazione ai bisogni di: - servizi che possano indurre gli operatori ad acquisire una cultura organizzativa avanzata, al fine di competere con le dinamiche di scambio internazionali che stanno per investirli; - strumenti di comunicazione che agevolino una maggiore conoscenza nei loro confronti da parte della domanda e dei soggetti istituzionali, nazionali e locali; - sponde di riferimento di tipo reticolare, tramite le quali i professionisti possano, soddisfacendo i propri bisogni di sviluppo professionale e di sicurizzazione, accrescere il proprio posizionamento competitivo.
La promozione del comparto delle nuove professioni non può, in altre parole, essere disgiunta da quella dell’intero sistema professionale, il quale, a sua volta, ancora è alla ricerca di strategie di sostegno efficaci.
Servono forse più strumenti e meno impegni di riforma, che hanno tempi lunghi e faticosi, sicuramente non sincronizzati con quelli del mercato con cui le professioni si confrontano. Pubblicato il: 06/05/2004 Allegato: Rapporto finale ![documento acrobat [.pdf]
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